Agenzia Hawzah News – Nel contesto degli eventi verificatisi nel Dey 1404 (tra fine dicembre 2025 e inizio gennaio 2026) e degli atti terroristici che hanno colpito diverse aree dell’Iran, il Consiglio di Sicurezza del Paese ha diffuso una dichiarazione analitica volta a chiarire le cause, le modalità e gli obiettivi di tali atti, nonché il quadro complessivo delle misure adottate dalle istituzioni competenti. Il documento, basato su informazioni e valutazioni degli apparati di sicurezza, dell’ordine pubblico e giudiziari, inquadra tali eventi all’interno di una strategia di destabilizzazione mirata a colpire la coesione sociale della nazione iraniana, evidenziando al contempo il ruolo determinante dell’unità popolare, della leadership e dell’azione coordinata delle forze statali nel contrastare il tentativo di diffusione del caos e dell’insicurezza. Di seguito riportiamo il testo integrale di questa dichiarazione.
Col Nome di Dio, il Benevolo, il Misericordioso
Si porta a conoscenza della nobile e coraggiosa nazione iraniana che l’insieme delle osservazioni e delle informazioni raccolte, unitamente alla catena di azioni di sicurezza dei giorni passati, ha condotto i vostri servitori nei vari apparati di sicurezza, dell’ordine pubblico e giudiziari del Paese alla seguente conclusione: dopo l’inizio della guerra imposta dei 12 giorni da parte degli Stati Uniti e del regime sionista e dopo la potente risposta dell’Iran islamico a tale aggressione, il nemico è giunto alla convinzione che l’uso esclusivo dello strumento militare non sarebbe riuscito a sottomettere la nazione iraniana. La straordinaria solidarietà e unità sociale del popolo hanno infatti rappresentato uno dei pilastri principali della vittoria dell’Iran islamico nella guerra imposta dei 12 giorni e il punto di riferimento delle forze armate iraniane nella risposta all’aggressore.
Per questo motivo, gli Stati Uniti e il regime sionista hanno cambiato tattica e hanno preso di mira la coesione sociale del popolo iraniano, nel tentativo illusorio di creare le condizioni per spezzare la volontà nazionale degli iraniani.
Dopo le proteste pacifiche dei commercianti e delle categorie professionali in alcune città, il Presidente della Repubblica, nel corso di apposite riunioni, ha ascoltato direttamente le istanze dei loro rappresentanti e, raccomandando alla polizia di accompagnare con pazienza le manifestazioni pacifiche, ha impartito le necessarie disposizioni per affrontare le preoccupazioni degli operatori economici.
Tuttavia, i nuclei di disordine organizzato non hanno consentito che le manifestazioni seguissero il loro percorso pacifico e, trascinando le proteste verso la violenza in diverse città del Paese tra il 9 e il 17 Dey (30 dicembre 2025 – 7 gennaio 2026), hanno inflitto gravi danni al popolo e al Paese.
Successivamente, nei giorni 18 e 19 Dey, con l’obiettivo di far precipitare la situazione fuori controllo e rendere insicure le città attraverso l’uso della violenza massima e di attacchi armati mirati e organizzati contro luoghi e assembramenti, al fine di provocare uccisioni e distruggere beni pubblici e privati, sono stati perpetrati numerosi atti terroristici in diverse aree del Paese. Nel corso di tali azioni, i terroristi, oltre ai danni arrecati a mercati e negozi, banche, moschee e husayniyya, veicoli di soccorso, mezzi di trasporto pubblico, centri sanitari, distributori di carburante e ad altri beni pubblici e privati, hanno compiuto crimini riconducibili alle pratiche dell’ISIS, quali il rogo di persone vive, le decapitazioni e la feroce uccisione mediante numerosi colpi di coltello, unitamente all’uso diffuso di armi da fuoco, provocando il martirio di 2.427 persone tra la popolazione innocente e i difensori dell’ordine e della sicurezza, su un totale di 3.117 vittime di questi eventi.
Sulla base dei documenti in possesso del Consiglio di Sicurezza del Paese, in questi due giorni si è perpetrato un crimine di eccezionale ferocia, compiuto con il sostegno dei nemici dell’Iran islamico contro la nazione iraniana.
Con l’aiuto di Dio e grazie alla saggezza e alle lungimiranti posizioni della Guida Suprema (che Iddio la preservi), all’impegno, alle accorte misure e ai sacrifici delle forze di sicurezza e dell’ordine, nonché alla benedetta ed eroica presenza del popolo iraniano nelle imponenti manifestazioni nazionali del 22 Dey, il nemico criminale non è riuscito a realizzare il suo malvagio disegno di diffondere caos e insicurezza nel Paese. Con l’aiuto di Dio Onnipotente e il sostegno di tutti i compatrioti consapevoli e valorosi, l’unità e la coesione nazionale hanno così imposto, ancora una volta, una nuova sconfitta ai nemici dell’Iran.
A cura di Mostafa Milani Amin

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